CAI SEZIONE DI LUINO - Via Luini 16 - 21016 Luino (VA) Apertura sede: giovedì dalle 21.00 alle 22.30 tel. 0332 511101 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Rifugio Dumenza Alpe Bois

Un piccolo gioiello collocato in Valle Smeraldo, adagiato in un'ampia piana prativa, circondato da secolari castani, l'antica Alpe Bois si è trasformata in un bellissimo Rifugio.

Un opera realizzata dall'amministrazione comunale di Dumenza con i contributi del GAL e concesso in gestione al CAI di Luino per promuovere la conoscenza e valorizzazione del territorio con la realizzazione di attività escursionistiche, culturali, didattiche e ludiche. Il rifugio dispone di n° 8 posti letto. Non c'è il locale invernale

Per l'accesso e prenotazioni contattare il Gestore Matteo Guglielmini Tel. +39 340 7651267

Informazioni:

CAI Luino: www.cailuino.it

Comune Dumenza: www.comune.dumenza.va.it

Pagina facebook https://www.facebook.com/pages/Rifugio-Dumenza/1387948254789488

POSIZIONE DEL RIFUGIO

Il rifugio Alpe Bois posizionato a quota .941m è collocato all'interno della rete sentieristica che collega gli alpeggi della Val Dumentina con la vetta del Monte Lema posta sul confine tra Italia e Svizzera.

Gli itinerari escursionistici sono stati recentemente rilevati con strumentazione G.P.S. dal CAI Luino, numerati secondo le normative del catasto nazionale del CAI , inseriti nella carta topografica della Provincia di Varese. e attualmente sono previsti la posa di nuovi cartelli per tutta la rete sentieristica del Comune di Dumenza..

Per informazioni su sentieri e percorsi consultare il sito del CAI Luino

www.cailuino.it - link itinerari – itinerari Dumenza

posizione G.P.S. del Rifugio Dumenza all'Alpe Bois:

32 T 485199E 5097698N

46°01'57.7"N 8°48'31.5"E

COME RAGGIUNGERE IL RIFUGIO

In auto o mezzo pubblico. Da Luino a Dumenza fino a Due Cossani (fermata bus) proseguire per Curiglia. Dopo circa 2 km, in Loc. Cinque Vie, girare a destra per Pradeccolo (cartello segnaletico indicatore). Risalire per 5 Km e a circa 200 metri prima dell'ingresso al monastero Benedettino in località Pragaletto si trova a destra l'inizio del percorso per il rifugio Bois da effettuarsi solo a piedi o mountain bike che si raggiunge in circa 30/40 minuti percorrendo un primo tratto la strada taglia-fuoco poi per agibile mulattiera. Dislivello complessivo 90m – Nessuna difficoltà

L'itinerario è ben indicato da cartelli segnaletici. - sentiero n. 175.

BREVE STORIA DELL'ALPE BOIS

(Tratto da "Vita sui Monti" di M. Miozzi Josca Editore 1992)

Notizie certe sull'Alpe Bois o Bovisio si hanno solo a partire dal 1797, quando l'affittuario dell'Alpe, Isidoro Strigelli, si lamentava con il Comune di Dumenza, proprietario del fondo, delle cattive condizioni in cui si trovavano "cassine, stalle e casotto". Da ciò si deduce che l'origine di detti fabbricati risaliva almeno ad alcune decine di anni prima.

I fabbricati esistenti formavano un unico corpo, suddiviso in casera e stalla con fienile. La casera presentava due piani: l'inferiore era adibito a deposito del formaggio, il superiore a cucina. Poco distante un cantinotto, con acqua corrente, serviva alla conservazione del latte.

L'Alpe era formato in gran parte da boschi di nocciolo, con alcuni alberi di faggio e di quercia e da territori invasi da ginestre, ginepri e felci. Solo in prossimità dei fabbricati si trovava un ristretto pascolo libero arborato con castagni da frutta e con circa 8000 mq di prato stabile. Il fieno ottenuto dal prato veniva ammassato nel fienile e serviva per nutrire i bovini nel tardo autunno. Infatti, anche se il periodo dell'alpeggio cessava con la fine di settembre, l'alpigiano si tratteneva sul luogo fino a Natale per consumare il fieno e raccogliere ed essiccare le castagne.

Dopo vari interventi parziali e non eseguiti "in buona forma", nel 1825 il Comune di Dumenza indisse un'asta pubblica per la ristrutturazione completa dei fabbricati che venne vinta da Antonio Melli al "prezzo di L. 157".

A causa di uno scorretto e poco razionale uso dei pascoli e dei boschi si provocò un impoverimento e un degrado dei suoli già naturalmente molto delicati che portarono all'abbandono di molti alpeggi, che vennero ripresi solo nel periodo della prima guerra mondiale per poi degradare nuovamente attorno agli anni 60.

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